Parentela al canile di Rossano

Parentela, un portavoce nazione M5S in visita al canile di Rossano

Parentela. – Al Ministro della salute – Per sapere, premesso che:
l’interrogante ha appreso, da notizie a mezzo stampa, che associazioni animaliste di numerose parti d’Italia tra cui la Lida (lega italiana dei diritti dell’animale) e l’Associazione Gabbie Vuote Onlus di Firenze nonchè personalità del mondo della cultura, come Paola Re hanno denunciato lo stato in cui versano i cani che vivono nel canile comunale di Rossano;
la signora Re fa presente che le è giunta «una segnalazione con le immagini relative alla presenza, presso il canile di Rossano, di cani malati di rogna e leishmaniosi, con tumori a livello avanzato, ferite esposte a infezioni e in stato di denutrizione». Evidenzia ancora che «da un paio di settimane, la gestione del canile è stata affidata a un’associazione animalista che però non ha risorse umane, finanziarie e strumentali atti a garantire il buon andamento del canile. Mi è stato riferito – sottolinea – che non è possibile fare uscire dal canile i cani che hanno trovato adozione perché non c’è alcun veterinario responsabile del canile che rilasci i permessi»;
la costruzione di canili sanitari da parte delle amministrazioni locali e la detenzione dei randagi è diventato un vero e proprio business. In tutta Italia, sono sorte strutture esclusivamente private che spesso diventano dei veri e propri lager con il sovraffollamento di cani denutriti o che, malati, non ricevono cure adeguate. Se ciò non bastasse si consideri, altresì, che i gestori dei canili spesso ostacolano anche le adozioni degli animali, al fine di non perdere le diarie, fonte del loro arricchimento;

la legge quadro 14 agosto 1991, n. 281, enuncia, infatti, il principio generale secondo il quale «lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente».

nel 2010, è stata istituita presso il Ministero della salute la task force per la “Tutela degli animali d’affezione, la lotta al randagismo e ai maltrattamenti e ai canili-lager” che opera in stretta sinergia con i NAS (Nuclei antisofisticazioni e sanità), con tutte le autorità competenti in materia e le associazioni per la protezione degli animali;

l’articolo 727 del codice penale stabilisce che ” Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze” -:

se non ritenga urgente appurare, tramite l’unità operativa task force per la tutela animale del Ministero della salute, l’effettiva situazione del canile di Rossano al fine di accertare il rispetto della normativa nazionale e del codice penale relativo ai delitti contro gli animali;

se non ritenga opportuno disporre il sequestro preventivo degli animali al fine di tutelare la loro condizioni igienico-sanitarie;

se non ritenga più utile elaborare un sistema di incentivi per i gestori dei canili con più adozioni così da ostacolare il business dei canili lager.

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